Gli incontri di fraternità regionale sono molto belli e preziosi per l'abbondanza di stimoli e contenuti che ci vengono offerti. Materiale molto valido per poi continuare a casa e nelle fraternità la riflessione e l'approfondimento... Oppure per cercare di mettere in pratica quella idea o idee che ci hanno sorpreso e ci provocano a "osare" - per Dio - qualcosa non pensato prima.
Eppure è soprattutto il fatto di ritrovarsi in tanti - vicini e lontani dalla mia fraternità - che permette di vivere il "contenuto" più bello della fraternità francescana secolare.
E non stiamo parlando solo della bellezza e squisitezza del condividere tante bontà nel pasto frugale e condiviso (peraltro innegabile! domenica giravano delle polpettine veneziane strepitose!!) in clima di semplicità e armonia...
Nelle pause c'è l'occasione per fare due parole con fratelli e sorelle conosciuti di altre fraternità, o di conoscerne di nuovi: ognuno con il suo stile inconfondibile e creativo di essere francescano secolare.
Questa domenica ci è capitato un piccolo "fioretto francescano" da condividere con gusto e semplicità.
Un partecipante (umile, e resterà anonimo) ci ha incuriosito per un oggetto che portava al collo. Sembrava una busta per gli occhiali, ma era sottile, e con un disegno di un Tau...
- Che cosa porti là? - domandammo...
- Oh, faccio come frate Leone!... - rispose.
- Ossia? - insistemmo, anche se una certa ispirazione ci era già venuta...
- Da quando ho letto che frate Leone portava al collo la "chartula" di pergamena scritta da san Francesco, il dono che quest'ultimo gli aveva fatto, lo faccio anche io per avere la sua benedizione nel cuore... - replicò.
- Bello! E significativo... - confermammo.
- E non solo, ci ho messo dentro anche la Regola OFS! Che se per caso mi dimentico di essere francescano secolare, sta lì a ricordarmelo... stuzzicando il cuore... - chiosò.
Veramente frate Leone ricevette in dono da Francesco d'Assisi la piccola "chartula" scritta ai due lati: su uno il testo delle Lodi di Dio Altissimo FF261 che Francesco scrisse dopo l'esperienza delle stimmate a Le Verna; sul retro la nota Benedizione a frate Leone FF262, "firmata" col Tau rosso tra la parola "Leo"... Gli ultimi studi scientifici fatti sulla chartula ne hanno constato lo stato precario di conservazione, perché frate Leone la ripiegò e la conservava in una bustina di pelle, appesa al collo. Prima di morire consegnò la preziosa reliquia - tenuta nascosta per anni - ai frati...
Leone aveva la tonaca col cingolo a ricordargli la Vita che aveva abbracciato con i consigli evangelici di obbedienza, povertà e castità...
...la persona incontrata domenica 16 novembre ha avuto fantasia e devozione per crearsi un bel "pro memoria" da portare al collo, perché Qualcuno disse che: «Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11,30).
E il peso - in fraternità - è persino un po' più leggero...
A lode e gloria del Dio uno e Trino
La Redazione di Perfetta Notizia

