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19 dicembre 2025

Testimonianze : Assemblea nazionale OFS ad Agrigento 28 - 30 novembre 2025, “Abitare i segni dei tempi”. Una provocazione per la Chiesa di oggi.

 

Assemblea nazionale OFS ad Agrigento 28 - 30 novembre 2025:
“Abitare i segni dei tempi”. Una provocazione per la Chiesa di oggi.

La Sicilia è terra di ospitalità e di apertura. Con questo spirito sorelle e fratelli francescani da tutta Italia sono stati accolti ad Agrigento dalle fraternità regionale e nazionale.

Ci portiamo nel cuore la bellezza delle esperienze vissute, delle persone incontrate, del pellegrinaggio lungo la Valle dei Templi, dell'incontro con il vescovo Alessandro e la partecipazione di tante realtà civili e religiose unite da un unico scopo: guardare alla pace e alla concordia come obiettivo possibile ognuno nel proprio ambito.

La teologa Serena Noceti ha approfondito gli aspetti di novità che il cammino sinodale sta portando.

Un passaggio fondamentale è discernere i segni dei tempi per l'umanità: la Chiesa si riscopre al servizio della speranza, capace di leggere la storia ed il suo divenire. Dio opera nella storia e apporta una prospettiva di salvezza. Già il Concilio Vaticano aveva colto in pieno l'importanza che tutta la storia dell'umanità fosse orientata verso il “Regno di Dio: giustizia, pace, comunione con Dio e unità tra persone e popoli”.

La teologa ci suggerisce che sono segni dei tempi “quei fenomeni, eventi, fatti presenti nella storia dell'uomo che mostrano il compiersi della storia di Dio, l’irrompere della novità radicale di Dio nella vicenda umana, come è avvenuto nella resurrezione di Gesù”. Un vero e proprio luogo teologico nel quale Dio parla perché in essi realizza il suo Regno.

Sono significativi alcuni esempi che la relatrice porta alla nostra attenzione.

  • La comunicazione continua che caratterizza la civiltà digitale sostiene la gratificazione istantanea, indebolisce le memorie collettive, fa smarrire il futuro collettivo.
  • In seguito all'urbanizzazione e alle migrazioni ogni città si è fatta mondo, le culture continuano a generarsi.
  • La fine dei sistemi, la crisi delle istituzioni e dell'autorità, il pluralismo incidono sull'identità e sui legami sociali. Il soggetto individuale e collettivo è in continua evoluzione.
  • La partecipazione e la leadership delle donne si manifestano in una presa di parola pubblica, competente e autorevole. Ciò chiede di ripensare i modelli di relazione sociale e di sviluppare l'interpretazione culturale delle differenze di genere.
  • In uno scenario mondiale caratterizzato dalla globalizzazione culturale ed economica si innesta la sensibilità ecologica e la consapevolezza che lo sviluppo senza limiti etici è insostenibile.

Questi e tanti altri segni dei tempi chiamano ad una conversione ecclesiale e per noi credenti la prima chiamata importante è diventare con/templativi, cioè imparare a stare nella realtà come in un tempio, avendo uno sguardo che riconosce voce e azione di Dio in questo contesto.

Siamo chiamati a custodire lo sguardo dei poveri, consapevoli che siamo salvati nella debolezza: nella povertà, nelle macerie, nelle sconfitte vanno letti i segni dei tempi. 

Siamo chiamati a coltivare la speranza, a sviluppare la capacità di attenzione da “uomini e donne spirituali”.

La dottoressa Laura Vaccaro, magistrata, Procuratrice aggiunta alla Procura della Repubblica del tribunale di Palermo, ricopre l'incarico che fu di Paolo Borsellino. Ha studiato teologia ad Assisi e Perugia ma aveva nello stesso anno vinto il concorso in magistratura; da studentessa aveva lavorato con Giovanni Falcone. 

Era presente alle indagini su Capaci e via D'Amelio e volle ritornare da Perugia alla Procura di Caltanissetta per indagare sulle stragi e per continuare il lavoro dei due magistrati uccisi. 

La testimonianza della dottoressa Vaccaro è stata molto coinvolgente perché ha portato le sue esperienze da quando era giovanissima magistrata lungo una carriera tuttora attiva. 

Essenziale l'ascolto delle vittime che le hanno permesso di far condannare numerosi esponenti della mafia. L'arte dell'ascolto per lei è stata primaria in tutte le occasioni e in tutti gli incontri, soprattutto nel caso di donne e bambine abusate con le quali è riuscita a costruire un clima di fiducia e dialogo.

Più volte negli anni le è stato chiesto come far coesistere l'attività di Pubblico Ministero con la propria vita di fede, con la misericordia. Citando Cicerone la dottoressa Vaccaro ha affermato che con la sua accusa agli imputati lei ha difeso molti siciliani. Ha sentito così di saldare la terra al cielo, prendendo le parti della popolazione più debole, non rappresentata nel processo a causa della mancata costituzione di parte civile di tante istituzioni civili ma anche religiose.

Sollecitata dalle domande di alcuni presenti la dottoressa ha ribadito che la Chiesa - come istituzione e nelle varie espressioni ecclesiali come associazioni, movimenti e altro - non deve sottrarsi al dovere di costituirsi parte civile, perché nel processo possono così entrare parole di perdono che essa può e deve pronunciare.

La Chiesa che prende posizione può far sentire ai testimoni che sono sostenuti e alle vittime che sono al centro della sua attenzione, della sua cura, in armonia con l'insegnamento di Papa Francesco.

Costruttori di pace, testimoni di fraternità

Sabato pomeriggio un'esperienza grandiosa ha portato tutti noi a camminare nella Valle dei Templi partendo da quello di Era fino al tempio della Concordia, dietro un’immensa bandiera della pace sostenuta dai ministri e assistenti di alcune fraternità presenti. Momenti di preghiera, ascolto, canto dei giovani si sono alternati a letture di testimonianze di rappresentanti di varie associazioni, del vescovo e del sindaco di Agrigento, dell'Imam, del Pope ortodosso, tutti accomunati dal desiderio di essere testimoni credibili e attivi di pace e concordia.

La suggestione del tempio che si illumina al tramonto e la fiamma che brucia nel braciere suggellano un patto di fraternità tra popoli di diversa cultura e religione ma che sanno camminare insieme.

Una supplica è stata composta e portata poi al Duomo di Agrigento dove i vespri guidati dal vescovo, la consegna di una croce realizzata con tavole dei barconi dei migranti e la visita alla reliquia del beato Giudice Rosario Livatino, vittima di mafia, hanno concluso questo evento intensamente partecipato.

Una giornata, il sabato, nella quale le parole della teologa che ci ha invitati al cambiamento e discernimento hanno trovato eco nel vissuto intenso narrato dalla magistrata e si sono fatte concretezza nell'esperienza a più voci del pomeriggio. 

La musica-preghiera del venerdì sera, il momento assembleare ricco di proposte della domenica mattina e i pranzi e cene vissuti festosamente hanno completato questa tre giorni davvero entusiasmante.

Anna Maria e Gabriele - Fraternità S. Antonio di Arcella Padova