Riceviamo da fratelli e sorelle OFS e pubblichiamo volentieri anche nei prossimi giorni alcune risonanze dell'esperienza vissuta domenica 7 giugno in occasione di "Fraternamente 2026: Attenti al Lupo! L'arte francescana di restare umani".
Si è svolto domenica 7 giugno a San Giorgio delle Pertiche l’incontro “Fraternamente”, un appuntamento che ha portato nel nostro territorio un’ondata di umanità, racconti veri e sguardi che sanno toccare il cuore.
L'incontro si è aperto con un momento intenso di preghiera interreligiosa all'aperto, baciati da frate Sole: una coralità di espressioni di invocazioni per la pace grazie agli ospiti di altre fedi presenti.
Ospite speciale all'evento Alessandra Morelli, per trent’anni impegnata nell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati: una donna che ha attraversato il mondo e le sue ferite, portando ovunque ascolto, mediazione e speranza. La
sua testimonianza, intensa e profondamente umana, ha emozionato il pubblico e
la stessa relatrice, che, nel ripercorrere le difficoltà vissute nei contesti
di crisi, non ha nascosto la commozione e ha sottolineato l’umanità incontrata
lungo il suo cammino.
Alessandra
ha richiamato alcuni punti fondamentali: la paura dello straniero, spesso
legata a ciò che non conosciamo; la necessità di non farci bloccare da questa
paura ma di imparare ad aprirci, ad ascoltare davvero l’altro e non solo a
sentirlo; l’importanza di far sentire la nostra voce per non lasciare spazio
all’indifferenza; l’esempio di Francesco, che ha scelto di darsi da fare
accanto agli ultimi; la convinzione che apertura e mediazione siano strumenti
decisivi per prevenire i conflitti e costruire pace.
Nel
cuore porta il Kenya e il Giappone, Paesi in cui ha vissuto da bambina e da
ragazza con la sua famiglia, ma anche tutti i luoghi raggiunti nel corso della
sua missione umanitaria: territori difficili, segnati da guerre e migrazioni,
dove ha lavorato a stretto contatto con i rifugiati cercando soluzioni,
corridoi umanitari e Paesi pronti ad accoglierli.
Durante
la giornata era possibile visitare i vari stand oppure partecipare alle
“pillole di fraternità”, brevi momenti di ascolto e testimonianza che hanno
dato voce a storie di vita quotidiana trasformate in gesti straordinari.
Io
ho partecipato a “Tu sei giustizia”, “Tu sei fede” e “Tu sei rifugio”: tre
racconti profondi e coinvolgenti, portati da famiglie che hanno scelto di
aprirsi agli altri accogliendo persone in difficoltà, aprendo le porte di casa,
partendo per l’Ucraina per portare aiuto, sostenendo i senza tetto nelle strade
delle nostre città o accogliendo bambini in affido.
In
particolare, la testimonianza dedicata ai senza tetto è stata sorprendentemente
viva: i relatori, con grande autenticità e una bella energia, hanno saputo
coinvolgerci e farci “sporcare le mani”, ricordandoci che la fraternità non è
un’idea astratta ma un gesto concreto, fatto di presenza, mani tese e occhi che
sanno vedere.
Durante
la pausa pranzo c’è stato anche un momento molto suggestivo: sul campo da
calcio ci siamo disposti lungo la forma di un grande TAU, ripresi dall’alto da
un drone. Un gesto semplice ma d’effetto, che ha unito simbolo e comunità in
un’unica immagine.
Il
tutto si è poi concluso con la S. Messa, vero cuore della giornata, che ha
raccolto e dato senso a tutto ciò che avevamo ascoltato, vissuto e condiviso.
Daniela Messina, Fraternità di San Francesco, Treviso (TV)
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