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15 giugno 2026

ripensando a #fraternamente2026 : "un'ondata di umanità"

Riceviamo da fratelli e sorelle OFS e pubblichiamo volentieri anche nei prossimi giorni alcune risonanze dell'esperienza vissuta domenica 7 giugno in occasione di "Fraternamente 2026: Attenti al Lupo! L'arte francescana di restare umani".

Si è svolto domenica 7 giugno a San Giorgio delle Pertiche l’incontro “Fraternamente”, un appuntamento che ha portato nel nostro territorio un’ondata di umanità, racconti veri e sguardi che sanno toccare il cuore. 

L'incontro si è aperto con un momento intenso di preghiera interreligiosa all'aperto, baciati da frate Sole: una coralità di espressioni di invocazioni per la pace grazie agli ospiti di altre fedi presenti.

Ospite speciale all'evento Alessandra Morelli, per trent’anni impegnata nell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati: una donna che ha attraversato il mondo e le sue ferite, portando ovunque ascolto, mediazione e speranza. La sua testimonianza, intensa e profondamente umana, ha emozionato il pubblico e la stessa relatrice, che, nel ripercorrere le difficoltà vissute nei contesti di crisi, non ha nascosto la commozione e ha sottolineato l’umanità incontrata lungo il suo cammino.

Alessandra ha richiamato alcuni punti fondamentali: la paura dello straniero, spesso legata a ciò che non conosciamo; la necessità di non farci bloccare da questa paura ma di imparare ad aprirci, ad ascoltare davvero l’altro e non solo a sentirlo; l’importanza di far sentire la nostra voce per non lasciare spazio all’indifferenza; l’esempio di Francesco, che ha scelto di darsi da fare accanto agli ultimi; la convinzione che apertura e mediazione siano strumenti decisivi per prevenire i conflitti e costruire pace.

Nel cuore porta il Kenya e il Giappone, Paesi in cui ha vissuto da bambina e da ragazza con la sua famiglia, ma anche tutti i luoghi raggiunti nel corso della sua missione umanitaria: territori difficili, segnati da guerre e migrazioni, dove ha lavorato a stretto contatto con i rifugiati cercando soluzioni, corridoi umanitari e Paesi pronti ad accoglierli.

Durante la giornata era possibile visitare i vari stand oppure partecipare alle “pillole di fraternità”, brevi momenti di ascolto e testimonianza che hanno dato voce a storie di vita quotidiana trasformate in gesti straordinari.

Io ho partecipato a “Tu sei giustizia”, “Tu sei fede” e “Tu sei rifugio”: tre racconti profondi e coinvolgenti, portati da famiglie che hanno scelto di aprirsi agli altri accogliendo persone in difficoltà, aprendo le porte di casa, partendo per l’Ucraina per portare aiuto, sostenendo i senza tetto nelle strade delle nostre città o accogliendo bambini in affido.

In particolare, la testimonianza dedicata ai senza tetto è stata sorprendentemente viva: i relatori, con grande autenticità e una bella energia, hanno saputo coinvolgerci e farci “sporcare le mani”, ricordandoci che la fraternità non è un’idea astratta ma un gesto concreto, fatto di presenza, mani tese e occhi che sanno vedere.

Durante la pausa pranzo c’è stato anche un momento molto suggestivo: sul campo da calcio ci siamo disposti lungo la forma di un grande TAU, ripresi dall’alto da un drone. Un gesto semplice ma d’effetto, che ha unito simbolo e comunità in un’unica immagine.

Il tutto si è poi concluso con la S. Messa, vero cuore della giornata, che ha raccolto e dato senso a tutto ciò che avevamo ascoltato, vissuto e condiviso.

Daniela Messina, Fraternità di San Francesco, Treviso (TV)