Domenica 22/03 nel pomeriggio ci siamo ritrovati a Venezia, presso una sala della collaborazione pastorale a Dorsoduro per il nostro incontro di formazione zonale. È sempre appassionante andare agli incontri regionali dell'ordine francescano secolare, perché è un'occasione di interscambio, che arricchisce tutti.
Ma i ritiri zonali, sono un qualcosa di ancora più coinvolgente perché ci si trova tra "vicini" di fraternità, tra persone che abitano nello stesso contesto urbano.
Il territorio di Venezia è molto articolato tra Venezia centro-storico-isole e Venezia-terraferma e offre ancora diverse opportunità. Alla fine ci si ritrova tra "vicini" di casa e si assapora un clima francescano che riporta la bussola verso la giusta direzione. Da, quella carica che fa bene ai professi di ogni età e agli ammessi che possono attingere dall'esperienza vissuta dei più anziani e goderne appieno, dando in cambio vivacità ed entusiasmo.
L'affidarsi a Maria con la preghiera iniziale è stato stimolante per trovare forza e coraggio nel farci trasformare in persone nuove dallo spirito.
Dopo un breve momento di silenzio siamo passati all’annuncio del Vangelo di Luca (1, 26-38).
Il testo dell’Annunciazione mette in risalto il “SI” di Maria alla proposta del suo Signore, l’abbandono totale alla sua volontà nella consapevolezza di non capire subito tutto. Maria non è colei che compie semplicemente un servizio, ma è colei che ha scelto di appartenere ad un Altro, al suo Signore. Maria non subisce la volontà di Dio ma la desidera, la fa sua. Non è l'eccomi di un momento ma l'eccomi di una vita, della sua vita.
Maria diventa così esempio e modello di Fede e di amore per tutti noi francescani.
Attraverso un post-it, attaccato poi su un unico cartellone, ogni fratello e sorella ha scritto cos'e per ognuno accettare la volontà di Dio, il suo progetto, per se stessi. È stato emozionante vedere riempirsi piano piano il cartellone con i biglietti colorati. Piano piano i fratelli e le sorelle si alzavano ed andavano ad attaccare i loro pensieri, sogni, preoccupazioni, l'accettazione del volere di Dio su di loro insomma su quel cartellone. Emozionante la frase: riprendiamo il cammino fatto insieme come fraternità regionale e capiamo cosa può significare vestirsi di un abito nuovo e diventare persone nuove in Cristo. Abbiamo poi ascoltato e meditato una parte dell'intervento di Remo Di Pinto in occasione del primo incontro formativo dell'anno fraterno 2025-2026 (Padova 16/11/25)
[...] Gesù, non è che fa cambiare mestiere agli apostoli, li lascia pescatori, solo che, da una prospettiva nuova, diversa, inimmaginabile per quel contesto, da una prospettiva nuova al loro impegno quotidiano corrispondente ad un cambio di abito, a un cambio di mentalità. Questo hanno fatto gli apostoli. Nel nostro cammino di francescano sono le opere di conversione che intrapendiamo.
Primo impegno, è il dono che consente di Non dimenticare il bene, di riconoscerlo vincitore, di sceglierlo ancora e insieme.
Secondo impegno, lasciarci istruire da Dio per imparare ad ascoltare come lui.
Terzo impegno, nutrirci della parola di Dio e astenerci dalle parole che colpiscono. Disarmiamo il nostro linguaggio e diamo spazio a parole che donano pace e speranza.
Quarto impegno, quello che pare essere il più pratico e vicino a noi:
Il nostro stare in famiglia, in fraternità, nella comunità Cristiana, sia sempre basato sull'ascolto della parola, per essere in cammino insieme, per condividere testimoniare la forza trasformatrice e rigeneratrice del Vangelo.
Avviandoci verso la conclusione abbiamo ascoltato e meditato il testo della canzone di Simone Cristicchi del 2019 dal titolo: Abbi cura di me.
Dal testo della canzone emergono diversi temi che possono toccare ognuno di noi in modo particolare:
Ognuno combatte la propria battaglia, tu arrenditi a tutto
Non giudicare chi sbaglia, perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso. Perché l'impresa più grande perdonare se stesso.
Attraversa il tuo dolore, arrivaci fino in fondo. Anche se sarà pesante come sollevare il mondo.
Ed eccoci arrivare alla fine di questo incontro zonale.
Con la conclusione del messaggio per la Quaresima del 2026 di Papa Leone XIV:
Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.
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ZONA DI VICENZA - Sabato 21 marzo 2026
Sabato 21 marzo 2026, presso il Convento dei Frati Minori di Chiampo, le Fraternità della zona di Vicenza si sono riunite per un incontro di formazione dal titolo “Per indossare un abito nuovo” , ulteriore tappa del più ampio percorso regionale di formazione permanente.
Questo momento significativo, legato a questo tempo particolare e prezioso della Quaresima, è stato coordinato dal fratello Vittorino Peron, Consigliere regionale e responsabile zonale e dalla sorella Cinzia Fabris, Vice Ministra Regionale. Era presente l’Assistente della Fraternità di Chiampo, fra Alfio Merlo, che ha curato una parte della preghiera all’interno dell’incontro.
Dopo l’iniziale accoglienza e la bellissima atmosfera del ritrovarsi tra fratelli e sorelle, si sono condivise la preghiera e la meditazione che avevano come protagonista Maria e il suo “ECCOMI”, il suo accettare la volontà di Dio con fiducia e abbandono. Anche i presenti, dopo una pausa di riflessione, hanno apposto su un cartellone un post-it con il loro personale Eccomi!.
Si sono poi rivisti gli impegni che le fraternità della Regione si sono prese per vivere bene la Quaresima e infine si è passati alla suddivisione in gruppi per dare risonanza a riflessioni, esperienze, contenuti ascoltati.
E’ sempre arricchente e soprattutto fonte di ulteriore discernimento lo scambio con i fratelli e le tracce guida sono state preziose per la riflessione sulla nostra vocazione!
Il refettorio del convento si è poi aperto per il pranzo preparato con la solita cura e passione da Stefania Rama; a condividere questo momento conviviale era presente anche fra Fabio Maria Spiller, Assistente Regionale per molto tempo.
Nel pomeriggio ha celebrato con fra Alfio una Santa Messa in ricordo di Maria Grazia Bruni, ministra della Fraternità di Chiampo e Viceministra Regionale in passato, che il Padre ha chiamato a Sé quattro anni fa ma che è rimasta nel cuore di tutti per la sua autentica testimonianza del carisma francescano.
La Fraternità di Chiampo è riconoscente al Consiglio Regionale per questa giornata di riflessione e comunione e ringrazia le Fraternità di San Pancrazio di Barbarano Vic.no, Arcole, Cologna Veneta, Olmo di Creazzo, Santa Lucia di Vicenza e Gambellara per essere state compagni in un percorso così significativo.
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ZONA DI BASSANO - 14 marzo 2026
Sabato 14 marzo 2026 le fraternità OFS delle zone di Thiene, Schio, Bassano del Grappa, Cittadella, Asolo e Grantorto si sono riunite presso il Santuario della Madonna dell’Olmo a Thiene (VI) nella sala del Patronato, per il consueto incontro periodico di fraternità.
La riunione, presieduta da Padre Lanfranco Larizza, assistente OFS di zona e dalla sorella Giuliana Battaglia, consigliera regionale OFS, ha avuto come tema la Quaresima.
Come di consueto il mattino alle 9:00 la Fraternità di Thiene ha accolto le sorelle e fratelli delle altre fraternità Ofs e dopo un breve momento di saluti fraterni, è iniziata la catechesi di Padre Lanfranco sulla Quaresima, il Tempo liturgico che richiama al raccoglimento, alla contemplazione delle prove di Gesù nel deserto e della sofferenza interiore provata prima della Sua Passione.
Padre Lanfranco ha sviluppato alcuni aspetti, per certi versi nuovi, di questo particolare Tempo che vi espongo in seguito.
Le svariate bellezze della Quaresima.
La bellezza di riscoprire la propria identità di battezzati nella morte e risurrezione di Cristo. Nonostante nel nostro immaginario la Quaresima sia associata ad un periodo di penitenza, la stessa, inaspettatamente, può rappresentare anche un momento interiore di gioia per la conoscenza del grande dono da noi avuto con il sacramento del Battesimo, che ci consente di vivere una nuova esistenza – rinascere a nuova vita - alla sequela di Gesù Cristo, nella consapevolezza dell’immenso Amore di Dio per noi, che con il Sacrificio del Suo Figlio, ci ha salvato dal peso opprimente dei nostri peccati e continua a salvarci ancor oggi con il Sacramento della Riconciliazione.
La bellezza del digiuno
L’uomo moderno si è evoluto nella società attuale, sempre più complessa, cercando di soddisfare i propri bisogni in maniera sempre più performante. Le società occidentali più ricche si sono in parte sviluppate grazie alla creazione di nuovi bisogni che, esulando da quelli reali strettamente necessari, sono funzionali ad sorreggere il sistema economico autoalimentando in tal modo un circolo vizioso. E’ in questo contesto che il digiuno assume una valenza ancora più importante per la nostra vita nel Tempo di Quaresima.
Un amico appassionato di montagna mi ricorda sempre che prima di un’escursione,
l’equipaggiamento da riporre nello zaino, costituito da strumenti ed attrezzi, indumenti, viveri, tutti elementi essenziali e necessari, deve essere preparato con accuratezza in modo tale che il peso sia adeguato alla difficoltà e alla lunghezza del percorso. Tutte le cose superflue devono giocoforza essere lasciate per poter proseguire il cammino senza intoppi ed eccessivi affaticamenti, per giungere alla meta prefissata.
Lo stesso discorso vale per il digiuno nel periodo di Quaresima. Per vivere questo Tempo incentrati sul messaggio di Amore infinito che Gesù ha portato all’umanità e sul Suo Sacrificio, è necessario distoglierci da un modo errato di rapportarci con beni materiali, insito oramai nel nostro stile di vita consumistico del mondo in cui viviamo.
Sicché, limitarsi nel cibo, nell’uso eccessivo dei social media e in altre “comodità” che ognuno di noi ha, significa avere padronanza sul condizionamento che questi elementi hanno nella nostra vita, rasentando in casi estremi l’idolatria. E’ necessario pertanto svuotarsi da tutti questi valori vuoti e superflui che creano dipendenza per poter ascoltare e “ruminare” il messaggio vivo di Gesù che ci ha chiamato amici e non ha esitato di dimostrarci la grandezza del Suo Amore verso di noi sacrificando la Sua Vita.
La bellezza dell’ascolto
E’ importantissimo dedicare il nostro tempo per ascoltare i nostri fratelli che versano nello stato di necessità e bisogno, fisico, psichico e spirituale.
Molti parenti e conoscenti anziani attendono una nostra visita per alleviare il peso della solitudine e relazionarsi con una persona cara. Un nostro caro amico che versa in uno stato di contingente difficoltà ha necessità di una parola di conforto da parte nostra.
Non sempre Dio ci chiede di essere missionari in terra straniera per portare il Suo messaggio evangelico di pace e di bene al mondo, il più delle volte, invece, ci fa incontrare quotidianamente, a casa o nell’ambiente di lavoro, il nostro “prossimo”. Solo aprendosi al Suo Amore si affina la sensibilità spirituale che ci permette di “accorgerci” di queste persone, liberandoci dai “rovi” che soffocano la Sua voce all’interno della nostra coscienza.
La bellezza della Domenica
La Domenica è il giorno dedicato al Signore Dio dell’universo, il giorno in cui, in memoria di Suo Figlio Gesù Cristo, nella celebrazione della Santa Messa, si ricorda l’offerta del Suo Corpo e del Suo Sangue a sigillo della Sua Eterna Alleanza con noi. E’ la Pasqua della settimana.
Non è una casualità che nel computo dei 40 giorni costituenti il Tempo liturgico della Quaresima, siano escluse le Domeniche.
La Conversione La Quaresima infine è un invito alla Conversione.
La fragilità della nostra persona, le distrazioni del mondo, le tentazioni e gli idoli, che si presentano nel corso della nostra vita, ci fanno allontanare dal cammino tracciato e pensato da Dio per raggiungere la Sua Pace e la sua Gioia, fin da questa vita terrena per poi giungere a quella eterna.
Quando, dunque, smarriamo la strada che porta a Lui, per aver inseguito sentimenti evanescenti ed estemporanei, ci pervade la tristezza più profonda ed ogni minimo ostacolo ci porta sconforto e scoraggiamento.
E’ in questo momento, in cui ci sentiamo deboli che siamo forti se riconoscendo la nostra debolezza ci affidiamo senza riserve a Dio, ritornando con umiltà a Lui, ripromettendoci di non lasciarlo mai. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (per brevità CCC) ci indica questo metodo per convertirci: “La conversione si realizza nella vita quotidiana attraverso gesti di riconciliazione, attraverso la sollecitudine per i poveri, l’esercizio e la difesa della giustizia e del diritto, attraverso la confessione delle colpe ai fratelli, la correzione fraterna, la revisione della vita, l’esame di coscienza, la direzione spirituale, l’accettazione delle sofferenze, la perseveranza nella persecuzione a causa della giustizia. Prendere la propria croce , ogni giorno, e seguire Gesù è la via più sicura della penitenza.”
Il nostro serafico Padre Francesco è il Santo per eccellenza della Conversione.
Concludo con queste poche righe del suo Testamento, nelle quali è riassunta l’essenza della sua vita, iniziata nel peccato, cambiata profondamente grazie al processo di conversione a cui Dio lo aveva chiamato, con l’incontro del suo prossimo, il lebbroso, e proseguita verso un graduale avvicinamento a Dio che lo ha portato ad estraniandosi definitivamente dal mondo. Francesco dunque vive e ci rende la testimonianza della sua vita dicendoci che: “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse fra di loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo.”
La giornata di fraternità è proseguita con la celebrazione della Santa Messa alle 11:00 e si è conclusa con un momento conviviale fraterno.
Colgo l’occasione per augurare a tutti voi e alla vostre famiglie una Santa Pasqua di Resurrezione.
Pace e Bene sorelle e fratelli !
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ZONA DI BELLUNO - TREVISO - 22 marzo 2026
Domenica 22 Marzo si è svolto presso il Santuario Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza il 2° incontro zonale dell’Ordine Francescano Secolare per l’anno fraterno 2025 - 2026. L’adesione ha visto la partecipazione di circa 50 fratelli provenienti dalle 5 fraternità del Veneto: Belluno, Treviso Santa Maria Ausiliatrice, Treviso San Francesco, Portogruaro e Motta di Livenza.
Il ritrovarsi assieme è sempre motivo di grande gioia, di sguardi e abbracci calorosi che rinsaldano i legami con i fratelli che già si conoscono. Il momento dell’accoglienza inziale è anche occasione propizia per conoscere i nuovi fratelli che sono stati chiamati da poco a far parte della Famiglia Francescana.
La giornata si è svolta in un clima familiare, di preghiera e di ascolto reciproco.
Dopo l’invocazione allo Spirito Santo il responsabile zonale Gabriele ha presentato in maniera chiara e coinvolgente la formazione preparata dal Consiglio Regionale del Veneto, dal titolo: “per indossare un abito nuovo”. Aiutati dal testo del libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo (21, 1-5) abbiamo personalmente meditato sulle parole: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”.
Frutto dell’introspezione è stato successivamente scrivere una parola o una frase che ci abbia interpellato durante il momento di silenzio per deporla ai piedi del Crocifisso.
Il secondo testo proposto è stato quello dal Vangelo di Luca (1,26-38): il grande Sì di Maria che ha cambiato la storia di ogni uomo. Maria si è fidata dell’azione di Dio abbandonandosi alla sua volontà senza se, senza ma, senza forse...
Per Maria non è stato l’eccomi di un momento, ma di una vita spesa per amore, nell’obbedienza fino alla fine. Sull’esempio di Maria e della sua perseveranza abbiamo condiviso alcune esperienze personali di fede e di fragilità che ci accomunano.
Al termine delle testimonianze la Fraternità di Motta di Livenza ha offerto un ricordino ai fratelli presenti: una medaglietta raffigurante la nostra cara Mamma che ci dona il suo figlio Gesù frutto del suo Si a Dio. L’immagine è la stessa presente in cripta, luogo in cui la Vergine posò i suoi piedi il 9 Marzo del 1510.
L’incontro formativo si è concluso con l’ascolto del canto di Simone Cristicchi “Abbi cura di me”. Le parole sono penetrate in noi, sul nostro vissuto e sulle fragilità di un’umanità ferita desiderosa di essere amata.
Abbi cura di me …. probabilmente siamo noi a dirlo a Gesù, ma potrebbe essere anche l’opposto: è se fosse Gesù che ce lo chiede…di avere cura di Lui?
Dopo aver partecipato con l’assemblea alla S. Messa in Santuario celebrata dal nostro Padre Assistente Andrea Borsin abbiamo condiviso il pranzo fraterno.
Prima di salutarci il nostro Vice Ministro Gianpietro ci ha omaggiati della visita guidata all’interno del Santuario presentando in maniera accurata le pale degli altari, gli affreschi e le sculture.
Ci siamo salutati con nostalgia ma grati al Signore per averci fatto trascorrere una giornata in letizia, momento prezioso per accrescere le nostre relazioni fraterne.
Un grazie speciale al Consiglio Regionale per l’arricchimento della formazione proposta e a tutti i fratelli e le sorelle presenti.
La Fraternità di Motta di Livenza