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07 agosto 2026

messaggio degli Assistenti regionali per la Festa di Santa Chiara 2026

 

Carissimi fratelli e sorelle,
il Signore Vi dia Pace, la Sua!!

In questo anno centenario del Transito di san Francesco, la festa di Santa Chiara 2026 ci permette di tornare idealmente alla bella testimonianza di amicizia spirituale dei nostri due amati protettori.

Francesco, maestro di minorità, ha imparato a condividere il carisma che lo Spirito suscitava nel suo cuore con i fratelli frati e poi con la sorella Chiara e le sue sorelle... senza dimenticare quel fenomeno particolarissimo di "frate Jacopa" che getta un ponte straordinario tra "maschile e femminile" nel carisma francescano sotto l'aspetto del cosiddetto terz'ordine...

Pochi giorni fa si è svolto un particolare momento celebrativo ad Assisi. 

L’incontro dei due breviari - Per la prima volta alla Porziuncola si sono ricongiunti i breviari di san Francesco e di santa Chiara. C’è un linguaggio che attraversa i secoli senza perdere forza. È quello della preghiera silenziosa, quotidiana, custodita nelle pagine consumate di due breviari che hanno accompagnato la vita di san Francesco e di santa Chiara. La mattina del 27 luglio, nella Porziuncola, quei due manoscritti si sono ritrovati per la prima volta nello stesso luogo, dando vita a un momento destinato a entrare nella storia francescana.

Il breviario di san Francesco, custodito da oltre otto secoli nel monastero di Santa Chiara dalle Clarisse, e il breviario di santa Chiara, conservato nel Convento di San Damiano, si sono incontrati simbolicamente là dove tutto ebbe inizio: nella piccola chiesa della Porziuncola, il luogo nel quale Francesco comprese sempre più profondamente la sua vocazione evangelica e dove, nella notte della Domenica delle Palme del 1211, accolse Chiara dopo il suo abbandono della casa paterna, dando avvio alla sua consacrazione al Signore.

A presiedere l’incontro tra le due preziose reliquie sono stati il Ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fra Marco Vianelli OFM e il custode della Porziuncola, fra Massimo Travascio OFM, che hanno accolto la Madre Badessa Sr. Chiara Ester, Sr. Chiara Agnese e Sr. Massimiliana della comunità delle Clarisse di Santa Chiara. 

Il rito di accoglienza - Il breve rito di accoglienza, celebrato all’interno della Porziuncola, ha assunto il carattere di un gesto profondamente simbolico: non il semplice trasferimento di due opere destinate a un’esposizione, ma il ricongiungimento di due testimonianze materiali della preghiera dei santi di Assisi.

Sono, a tutti gli effetti, reliquie. Non soltanto perché appartennero ai due santi, ma perché ne hanno accompagnato l’esistenza quotidiana. Il breviario che Francesco portò con sé lungo le strade dell’Umbria e nelle sue missioni, quello che ascoltava leggere quando la malattia non gli permetteva più di recitare l’Ufficio, e che baciava con profonda devozione dopo l’ascolto del Vangelo. Le Fonti Francescane ricordano infatti come il Poverello avesse fatto preparare quel breviario per i frati Angelo e Leone e, negli ultimi tempi della sua vita, volesse che gli venisse letto quotidianamente l’Ufficio e il Vangelo del giorno, che venerava baciandone le pagine. Al termine della sua vita, gli stessi frati affidarono quel libro alle Clarisse di Santa Chiara perché fosse custodito “in memoria e devozione del santo padre” (FF 2696).

Accanto ad esso, il breviario di santa Chiara, consumato dalla preghiera silenziosa della comunità di San Damiano, richiama quella contemplazione che la santa descrive nella celebre quarta lettera ad Agnese di Praga, invitandola a fissare ogni giorno lo sguardo in Cristo, “specchio senza macchia”, per lasciarsi trasformare dalla sua immagine (FF 2900).

La storia di una custodia reciproca - «La notte delle Palme Francesco aspettava qui Chiara perché la sua consacrazione al Signore arrivasse a compimento – ha detto nella breve riflessione fra Marco Vianelli –. Oggi, ancora una volta, questo incontro si rinnova, quasi a parti invertite: il breviario di Chiara aspettava quello di Francesco». Il Ministro provinciale ha sottolineato anche il singolare intreccio di custodie che la storia ha consegnato fino a oggi: il breviario di Chiara conservato dai frati e quello di Francesco custodito dalle sorelle Clarisse. Una coincidenza solo apparente, che diventa invece una chiave di lettura del carisma francescano.

È proprio questo intreccio di relazioni, di vocazioni e di reciproca custodia che, secondo fra Marco, permette di comprendere pienamente l’esperienza di Francesco. «Non si può capire Francesco senza gli occhi di Chiara. La sua esperienza risuona nella vita di Chiara, ma anche in quella dei laici che hanno lasciato plasmare la propria esistenza dal medesimo carisma. Fare memoria di Francesco significa mettere al centro la preghiera, perché è questa la chiave per comprendere tutto il resto.»

Qui un bel video dell'evento: https://youtube.com/shorts/WmmaOk8SJyk?si=SIhATqBAJtkl8cwq

Il sigillo della preghiera di Francesco e Chiara siano per noi ispiratori di cammini di preghiera da condividere continuamente con le sorelle clarisse delle comunità presenti nella nostra bella Regione.

Vi invitiamo, quindi, a partecipare con fervore alla festa di Santa Chiara, magari unendoci ai riti liturgici che le sorelle clarisse propongono nei loro monasteri. Di alcuni abbiamo avuto comunicazione del programma di eventi:

Che questa ricorrenza festosa sia per tutti noi occasione di rinnovata fedeltà alla nostra vocazione secolare e di testimonianza gioiosa nel mondo.

Il Signore vi dia pace.

Fraternamente, i vostri Assistenti regionali
fra Andrea V., fra Luigi D. e fra Stefano M.