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16 agosto 2026

Fraternità OFS Padova-Arcella : festeggiare Santa Chiara in "fraternità diffusa"

La numerosa fraternità OFS di Padova Arcella ha preso l'impegno di vivere la festa di Santa Chiara come occasione fraterna nel tempo estivo. Si è così ritrovata in "fraternità diffusa di preghiera" nei luoghi diversi in cui si trovava il 10 e 11 agosto...

LA FRATERNITÀ NON VA IN VACANZA:
SEMPRE IN COMUNIONE!

Per la fraternità dell'Arcella, questi giorni d'Estate non sono semplicemente un tempo di vacanza, ma una preziosa occasione per custodire la comunione ed evitare che la distanza affievolisca il nostro legame.

Anche se da molti anni trascorro questo periodo fuori Padova, la bellezza del nostro cammino non si interrompe. Nelle ricorrenze importanti, chi si trova lontano condivide nella nostra chat la foto di capitelli o dei santuari e delle chiese in cui ha partecipato alla Santa Messa o si è recato a pregare.

Attraverso questi semplici messaggi, il desiderio di far sentire la propria vicinanza spirituale a ogni fratello e sorella si fa concreto. In questo modo le distanze si annullano e si genera una circolarità d’amore e di preghiera, specchio della vera fraternità francescana.

Nel mese di agosto, in particolare, le festività francescane contribuiscono a incrementare questa profonda comunione, che è stata vissuta in modo ancora più intenso nel giorno di Santa Chiara.

La giornata è iniziata la mattina presto con il primo messaggio: la foto e l’affettuoso ricordo di una parte della Fraternità riunita in preghiera per la Santa Messa nel Monastero S. Bonaventura delle Suore Clarisse, in centro a Padova. Sono seguiti poi i messaggi delle sorelle in vacanza, per concludersi infine con il ricordo dal Monastero delle Clarisse Cappuccine di Tonadico (Primiero TN), dove Pierpaolo ed io abbiamo partecipato alla Santa Messa celebrata dal Ministro provinciale padre Alessandro Carollo ofm cap.

Nell'omelia, fra Alessandro ci ha ricordato che la santità non consiste nella perfezione umana, ma nella totale apertura alla grazia di Dio. Commentando il brano della Seconda Lettera ai Corinzi, ha spiegato che custodiamo questo immenso tesoro in “vasi di creta”, affinché sia evidente che una forza così straordinaria appartiene a Dio e non a noi. Le crepe della nostra fragilità, allora, non nascondono il bene; al contrario, diventano feritoie attraverso cui la luce divina può trasparire e raggiungere gli altri. Ha concluso mostrando come, proprio nel silenzio dell'immobilità e della malattia, Santa Chiara abbia saputo irradiare una luce straordinaria, capace di guidare pontefici, cardinali e le sue stesse sorelle. Sebbene il suo vaso di creta fosse debolissimo, il suo spirito risplendeva di una luce immensa. È quella stessa luce che ha superato ogni distanza, riscaldato i nostri cuori e ci ha fatto sentire uniti in una reale comunione.

Angela

Lunedì 10 agosto, il transito di santa Chiara e due segni consegnati dalle sorelle clarisse. - Nel Monastero S. Bonaventura di Via Cavalletto a Padova le sorelle clarisse hanno proposto un momento di preghiera per ricordare il Transito di Chiara. In tale occasione hanno proposto due segni...

Il primo: alla lettura del transito di santa Chiara l'invito a baciare il vangelo ed accendere un lumino, è stato come rinnovare la mia recente professione nell'ofs. Questo momento è stato ancora più forte perché al transito ero con Roberta mia compagna di cammino e di professione.

Il secondo: il dono di un sacchettino di lavanda con un bigliettino che dice "sia la nostra vita fragranza del profumo di Cristo nella chiesa" e la fragranza del profumo di Cristo era presente non solo nel profumo della lavanda ma anche nel profumo di famiglia francescana che si respirava nella Chiesa.

Paola e Roberta

In occasione della solennità di Santa Chiara d'Assisi le sorelle e i fratelli dell'ordine Francescano di Sant'Antonio d'Arcella - accogliendo l'invito rivolto loro dall'assistente spirituale frate Andrea - si sono recate dalle Sorelle Clarisse nel Monastero di San Bonaventura in Padova per partecipare alla celebrazione della santa messa con benedizione distribuzione del pane Benedetto.

La preparazione alla festa ha seguito un cammino spirituale preceduto dalla Novena della memoria del Transito celebrato il 10 agosto sera.

In chiesa domina l'immagine del Santo Crocifisso che si venera nel Monastero. 

La santa messa è stato un momento di profonda commozione e silenzio orante, alternati a lodi e canti specchio fedele di quel carisma francescano fatto di essenzialità luce e totale affidamento.

Prima della benedizione una orella clarissa ha ricordato il miracolo del pane con il segno della croce imposto per obbedienza a Papa Gregorio IX.

Conclusa la celebrazione liturgica la festa si è trasformata in una bellissima parentesi di socialità e gioia condivise. 

Anche per chi ha scelto il silenzio della clausura fare festa insieme alle persone è un bisogno del cuore ed un modo di restituire il bene ricevuto. 

Tra una fetta di torta ed una bibita fresca la mattinata è trascorsa nel luogo di pace e di spiritualità in cui si respirava la presenza silenziosa di preghiera, di povertà evangelica e di vita fraterna ma anche di speranza. Il Signore ci doni la sua pace.

Marialberta

Celebrare la festività di santa Chiara proprio a Padova presso il Monastero S.Bonaventura delle sorelle Clarisse, dove ci siamo recati per la prima volta, è stata un' occasione intensa di preghiera, di accoglienza, di dialogo gioioso. 

In chiesa, al di là di quella grata, si intravedevano le mani alzate che accompagnavano con vigore  il canto delle monache: voci giovani, cristalline, felici che richiamavano anche per l'uso di strumentini, sonorità africane.

Dopo la celebrazione molto partecipata, ci siamo ritrovati in parlatorio per un momento di convivialità. Ecco la sorpresa: quelle braccia e quelle voci hanno preso un volto sorridente, festoso nell'incontro con le persone, da dietro una grata che non impediva di scambiarsi strette di mano, chiacchierate, conoscenza reciproca. Le quattro sorelle congolesi hanno portato nuova vitalità al monastero, loro missionarie tra noi in Italia, provenienti da una terra di missione. Noi tutti siamo stati contagiati dalla loro festosa accoglienza e dal loro entusiasmo.

Anna Maria e Gabriele 

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