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29 luglio 2026

Perdon d’Assisi 2026, nel Centenario Francescano

Anche quest’anno torna la “festa del perdono” legata alla passione di san Francesco perché tutti possano sperimentare nel profondo la misericordia di Dio.

In questo 2026 il Calendario liturgico indica la precedenza alla messa della XVIII Domenica del tempo ordinario, sia sabato 1 agosto sera che la domenica del 2 agosto. Pertanto in genere nelle Parrocchie e Santuari non viene celebrata nessuna messa per la memoria liturgica del Perdon d’Assisi-Santa Maria degli Angeli alla Porziuncola. Tuttavia l’indulgenza è comunque valida e ottenibile come indicato sotto.

Vi ricordiamo anche la bella iniziativa annuale del Perdon d'Assisi alla "Porziuncola" di Campolongo-Rotzo... 

ATTENZIONE – Ricordiamo che quanto è indicato qui sotto per la Festa del Perdon d’Assisi è – in questo 2026 (fino al 10 gennaio 2027) – esteso e praticabile in occasione del Giubileo speciale indetto da papa Leone XIV, indetto per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. Pertanto fino al 10 gennaio 2027 è possibile rinnovare l’esperienza dell’indulgenza per sé o per i defunti, ripetendo le azioni liturgiche indicate!

IL PERDONO DI ASSISI: COME OTTENERE L’INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI (Per sé o per i defunti)

Dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto) si può ottenere una volta sola l’indulgenza plenaria. 

CONDIZIONI RICHIESTE:

  1. Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa francescana, cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l’indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).
  2. Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio.
  3. Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.
  4. Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Queste sono le quattro condizioni necessarie per ottenere ogni indulgenza plenaria: possono essere adempiute al massimo 20 giorni prima o dopo aver compiuta la visita alla chiesa e possono essere adempiute dovunque.

L’indulgenza plenaria si può ottenere una sola volta: o il primo o il due agosto, e si può applicare per se stessi o per i defunti.

L’INDULGENZA: che cosa è?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.

Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza. (C.E.I. – Catechismo degli adulti, n. 710)

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.

E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

i vostri Assistenti regionali fr. Stefano, fr. Luigi e fr. Andrea